Alto contrasto
Sono considerate come informazioni pubblicitari fuorvianti tutte le indicazioni (ad esempio tè dell’Alto Adige) o confezioni (ad esempio succo di mela imbottigliato in bottiglie di champagne) che vanno oltre le informazioni obbligatorie e che si discostano dalle norme di legge. Ciò include le denominazioni di vendita false, luoghi di provenienza scorretti e l’uso improprio dei loghi.
Le informazioni sui prodotti alimentari non devono essere fuorvianti; in particolare esse non devono trarre in inganno il consumatore:
Le informazioni riguardanti gli alimenti devono essere accurate, chiare e facilmente comprensibili per i consumatori.