Alto contrasto
L’avvento di tecnologie digitali a costi sempre più contenuti e facilmente accessibili ha portato in questi ultimi anni alla quarta rivoluzione industriale, comunemente definita Industria 4.0, in cui l’intera catena del valore di un’azienda risulta essere costantemente monitorata, permettendone l’ottimizzazione ed il tempestivo intervento in caso di anomalie.
Elemento chiave dell’attuale rivoluzione industriale è la flessibilità del sistema produttivo e, tra le numerose tecnologie che ne hanno permesso lo sviluppo, le metodologie di produzione mediante fabbricazione additiva (Additive Manufacturing) sono attori fondamentali nel panorama di flessibilità richiesto.
Originariamente impiegate per la realizzazione in tempi brevi di prototipi a basso costo, da cui il nome iniziale “rapid prototyping”, le tecnologie di lavorazione additiva hanno subito un’evoluzione tale da permetterne l’utilizzo anche per la realizzazione di prodotti finiti, portando inoltre alla redazione di una norma da parte di ASTM International per la loro classificazione (ASTM F2792 12a).
A differenza delle tecnologie di produzione tradizionali, sottrattive, di deformazione e fusorie, il concetto base della produzione additiva consiste nel creare il componente aggiungendo il materiale del manufatto strato su strato, o layer-by-layer, fino al raggiungimento della forma e dimensioni desiderate. La realizzazione dei suddetti layer può ottenersi grazie all’utilizzo di differenti tecnologie che la norma suddivide in sette diverse famiglie:
Vantaggi e limiti della produzione additiva
Oltre all’estrema varietà dei materiali lavorabili, ulteriori fattori giustificano l’enorme impatto di queste tecnologie sulla produzione aziendale degli ultimi anni. Tra queste, sono da sottolineare la semplicità di ottenere forme complesse, non realizzabili con processi tradizionali, la possibilità di personalizzazione del prodotto, la riduzione del numero di componenti e relative giunzioni, a parità di costo. Gli scarti di lavorazione, inoltre, risultano essere minimi, a favore anche dell’ambiente, con una produzione maggiormente sostenibile.
Nonostante l’ampia diffusione delle tecnologie additive, rimangono ancora dei limiti, quali tempi di produzione superiori, accuratezza, qualità superficiale e numerosità inferiore dei lotti, rispetto ai processi convenzionali.
Tali limitazioni possono essere superate mediante la ricerca volta all’ottimizzazione dei parametri di processo, alla scelta dei materiali più opportuni ed alla progettazione mirata dei componenti ottenuti per fabbricazione additiva. Il team di ricerca di Ingegneria Industriale e dell’Automazione della Facoltà di
Scienze e Tecnologie della Libera università di Bolzano si occupa di questi aspetti ed è disponibile a collaborazioni, dimostrazioni e ad iniziative formative o divulgative.
Dr. Yuri Borgianni e Dr. Cristian Cappellini (Libera Università di Bolzano)
Dalla prototipazione rapida alle tecnologie della produzione additiva